Tradizioni di Maggio / Preci: 30 Aprile – 1 Maggio, 8 – 9 Maggio

All’interno dei riti primaverili di fertilità del Maggio, caratterizzati in Europa da elementi comuni quali l’innalzamento dell’albero, l’offerta di rami e fiori, l’elezione della regina di primavera e le danze, esiste in Umbria una ricca tradizione intorno al canto rituale di questua.
La pratica di “portare l’augurio di Maggio” con l’esecuzione di un canto specifico ricevendo in cambio alimenti quali uova, prosciutti, salami, vino, grappa, dolci è un rito che si rinnova ogni anno nella Valle del Campiano, in alcune località dei Comuni di Norcia e Preci, come Ancarano, Campi, Corone, Castelvecchio e Preci stesso.

I PARTECIPANTI ALLE OFFICINE VINCONO I DUE ORGANETTI IN PALIO, CON I SEGUENTI NUMERI:

1) Numero 2017

2) Numero 1028

3) Numero 3007.

COMUNICATI STAMPA

“Tradizioni di maggio –Preci 2010”: al festival dell’8 e 9 maggio i protagonisti saranno i giovani studenti (3 maggio 2010)

Oltre 100 ragazzi delle scuole medie della Valnerina prenderanno parte all’inaugurazione del Festival di musica e cultura “Tradizioni di maggio” che avrà luogo a Preci sabato 8 maggio alle ore 10,00. Insieme a loro interverranno anche gli studenti dell’Università di Perugia e gli studenti del corso di demoetnoatropologia del corso post-laurea di Castiglione del Lago per approfondire i temi legati al “Piantamaggio”, un rito antico ancora praticato nella notte del 30 aprile e 1 maggio in alcune località della Valle del Campiano, proprio tra i comuni di Preci e di Norcia.

Dopo il taglio del nastro da parte del sindaco di Preci, Pietro Bellini, è prevista alle ore 11,00 una lezione-conferenza sul tema “Dal Piantamaggio al Maggio in Umbria” tenuta dal prof. Giancarlo Palombini, docente di antropologia visiva presso l’Università di Perugia e da Marco Baccarelli, musicista, ricercatore e presidente dell’associazione Sonidumbra. Una lezione interessante, dinamica, piacevole per la presenza di cantori tradizionali, di esempi suonati dal vivo, di ascolti di registrazioni sul campo di diverse epoche nonché per la visione di filmati relativi alle fasi di un rituale entusiasmante e di un repertorio cantato (cantamaggio) ancora oggi praticato nella fascia appenninica della regione.

«Il Festival “Tradizioni di Maggio”– afferma il sindaco Pietro Bellini – è una importante occasione dal punto di vista turistico ma soprattutto per la valorizzazione della cultura locale tradizionale. Si tratta di una manifestazione fortemente legata alle culture orali del territorio e in grado di coniugare spettacolo e studio. Offre infatti la possibilità di approfondimenti specifici e preziosi per le programmazioni curriculari delle scuole o di altri istituti formativi che troveranno riuniti insieme, come coordinatori di importanti progetti culturali, il CEDRAV, il centro antropologico della Regione Umbria, l’Università degli Studi di Perugia e l’Associazione Sonidumbra».

Giunto alla seconda edizione, il Festival di Preci presenta quest’anno formule e spunti di interesse inediti nella Regione Umbria, come la mostra mercato degli strumenti musicali e quella dell’editoria sui temi legati alle culture tradizionali della tradizione. Nel primo caso hanno aderito costruttori di organetti, fisarmoniche, tamburelli, mandolini, chitarre, zampogne, flauti, ciaramelle provenienti da ogni parte d’Italia mentre per l’editoria ha aderito l’intera Associazione editori umbri.

Nel corso della rassegna tutti potranno diventare protagonisti partecipando agli stages pratici, ai seminari-lezioni, ai concerti, alla rassegna dei gruppi di maggiaioli ed alle officine, sorta di laboratori tradizionali in piazza dove è possibile ritrovare il gusto alla partecipazione attiva nelle forme tradizionali della nostra cultura: saltarelli, stornelli e balli.

Nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale di Preci il Festival “Tradizioni di maggio” punta a diventare un appuntamento fisso per far incontrare musicisti, cantori, suonatori, ricercatori, artigiani, editori e costruttori oltre che tutti gli appassionati della cultura e delle tradizioni popolare.

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Nella Valle del Campiano rivivono le tradizioni di maggio. Il primo appuntamento la notte del 30 aprile a Preci, Corone, Castelvecchio, Campi ed Ancarano con il “Piantamaggio” (27 aprile 2010).

La tradizione del “Piantamaggio”, un rito lontano dai riflettori, rivive ogni anno nella Valle del Campiano e, nel 2010, il Comune di Preci, in collaborazine con il Cedrav, l’A.s.d. di Preci e l’Associazione Sonidumbra ha voluto valorizzarla e promuoverla presso il grande pubblico con un ricco calendario di iniziative e appuntamenti.

Rispetto al passato, la manifestazione è cresciuta ed ha aggregato nuovi contesti e nuove realtà articolandosi in due momenti cruciali: la notte del 30 aprile rivivrà il rito dell’innalzamento del “maggio” mentre sabato 8 e domenica 9 maggio mostre e seminari tematici, visite guidate, stages, concerti…. consentiranno di ritrovare il gusto della partecipazione attiva alle forme tradizionali della nostra cultura legata alle “tradizioni di maggio”.

Il Piantamaggio

“Il furto” e l’abbattimento di un esemplare di pioppo o di faggio è eseguito al calar della notte del 30 aprile in alcune località dei comuni di Preci e di Norcia come Ancarano, Campi, Corone, Castelvecchio e Preci quando giovani e meno giovani dei paesi della Valle del Campiano, diventando importanti depositari e testimoni di una tradizione antica, si recano nei boschi per scegliere il pioppo o il faggio da tagliare e portare nella piazza principale dei rispettivi paesi dove inizia l’opera di pulitura dalle fronde e dalla corteccia e l’integrazione, nella parte alta, con un ramo di ciliegio fiorito, proprio a simboleggiare il matrimonio tra gli alberi e la fertilità.La parte più entusiasmante della manifestazione è quella legata all’alzata dell’albero, che viene effettuata con l’ausilio di corde e scale, mediante un grosso tavolone per far scivolare nella buca già preparata la base del fusto, dopodiché si dà il via alla festa vera e propria con musiche, canti, stornelli e degustazioni di tipicità locali.

Tradizioni di Maggio 2010

La manifestazione tradizionale, quest’anno, viene arricchita con l’evento “Tradizioni di maggio Preci 2010”, il primo festival di musica e cultura tradizionale del territorio in programma per sabato 8 e domenica 9 maggio. Si tratta di un evento creato per permettere a tutti di diventare protagonisti partecipando agli stages pratici, agli approfondimenti, ai concerti, alla rassegna dei gruppi dei maggiaioli ed alle “officine”, sorta di laboratori tradizionali per conoscere in maniera più diretta ed approfondita le forme tradizionali della nostra cultura. Il festival, inoltre, presenta formule e spunti di interesse inediti nella nostra regione, come la mostra mercato degli strumenti musicali e quella dell’editoria sui temi legati alla cultura tradizionale del territorio.

Tradizioni di Maggio Preci 2010 – Il primo bilancio é positivo

Bilancio estremamente positivo per “Tradizioni di Maggio – Preci 2010”, il primo festival della musica e cultura tradizionale che l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Pietro Bellini ha ideato e realizzato in collaborazione del CEDRAV, dell’a.s.d. di Preci e dell’associazione Sonidumbra.

“Una esperienza unica nel suo genere – ha detto il sindaco Bellini a conclusione dell’evento – perché mancano nel panorama regionale le occasioni per mettere a confronto i depositari della cultura orale, ossia gli anziani, con le giovani generazioni che hanno dimostrato in questa circostanza una attenzione e un interesse notevole. Il nostro obiettivo, a questo punto, è quello di consolidare e di far crescere questa manifestazione che ha riscosso un successo che è andato al di là delle nostre aspettative”.

In effetti, per due giorni, l’8 e il 9 maggio scorsi, in questo piccolo comune umbro del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, hanno riecheggiato in ogni piazzetta e in ogni via i suoni antichi degli organetti, dei tamburelli, i canti dei maggiaioli e degli stornellatori, i ritmi coinvolgenti del saltarello e dei balli tradizionali non solo umbri ma anche del Lazio, della Campania, delle Marche e di altre regioni d’Italia. Grande è stata l’affluenza dei turisti e dei visitatori ma soprattutto di appassionati, di ricercatori, di antropologi che in questo primo Festival – la cui direzione artistica è stata affidata a Marco Maccarelli – hanno trovato l’occasione per approfondire una cultura popolare che non è scomparsa ma che è in divenire.

“Con questo festival – sottolinea Baccarelli – abbiamo voluto dare a tutti la possibilità di diventare protagonisti e di portare la propria esperienza. Dal confronto emerso nelle cosiddette “officine” – ossia spazi dedicati al saltarello, all’organetto e al ballo – c’è stato un arricchimento generale di tutti i partecipanti e una crescita dei “saperi” legati alla cultura tradizionale”.

Il Festival di Preci ha avuto il suo clou domenica scorsa (9 maggio) con la rassegna “Canta il Maggio” che ha chiamato a raccolta gli autentici portatori della tradizione che, ininterrottamente, tramandandolo di generazione in generazione, continuano il riturale del Maggio mantenendo viva questa tradizione nella regione Umbria e delle altre regioni del Centro Italia.

In programma, per tutti coloro che hanno preso parte attiva alle “officine” dedicate al saltarello e allo stornello, sono stati estratti i seguenti biglietti aventi in palio tre organetti: n. 2017; n. 1028; e n. 3007.

Sul versante turistico promozionale, a questo punto, l’attenzione dell’amministrazione comunale di Preci, si concentrerà su un altro significativo evento: “Pane, prosciutto e fantasia”, la rassegna agro-alimentare che, giunta alla decima edizione, avrà luogo il 17 e 18 luglio 2010, punta a valorizzare i prodotti tipici della Valnerina e dell’Umbria, primo fra tutti il Prosciutto “Norcia I.G.P.”.